Certificazione energetica: norme attuative in Toscana
Certificazione Energetica

Lunedì 18 Gennaio 2010 11:34

Approvato il regolamento attuativo che definisce la disciplina della certificazione energetica degli edifici in Toscana

Con il parere favorevole giunto all’unanimità dalle commissioni Attività produttive e Ambiente, il Consiglio regionale della Toscana ha dato nei giorni scorsi il via libera al regolamento attuativo delle nuove disposizioni in materia di energia, introdotte con la L.R. n. 71 del 23 novembre 2009.
Pubblicata sul Burt n. 50 del 27 novembre, questa legge contiene numerose modifiche alle norme contenute nella L.R. n. 39 del 24 febbraio 2005 (“Disposizioni in materia di energia”). Le modifiche riguardano, tra l'altro, la disciplina regionale sulla certificazione energetica degli edifici e le funzioni di vigilanza e controllo delle certificazioni energetiche.

Sistema informativo sull'efficienza energetica
Il regolamento attuativo, che entrerà in vigore immediatamente dopo la pubblicazione sul Burt, definisce la disciplina dettagliata del meccanismo della certificazione energetica e le basi normative del sistema informativo regionale sull’efficienza energetica in edilizia, accessibile a tutti i Comuni e le Province. Questo sistema informativo, una volta reso operativo, dovrà assicurare capacità di monitoraggio e di governo alla Regione, alle Province e ai Comuni, sui dati energetici riguardanti gli immobili.

I contenuti del regolamento
Il regolamento definisce i contenuti minimi dell’attestato di certificazione energetica, che negli edifici pubblici sarà affisso con una “targa energetica”; i casi di esclusione dall’obbligo dell’attestato; le modalità di trasmissione degli attestati di certificazione energetica ai Comuni attraverso il sistema informativo; alcuni indirizzi ai Comuni sulle modalità di svolgimento delle verifiche.

Certificato digitale
Con la creazione del sistema informativo regionale, il certificato energetico sarà un documento digitale, archiviato e trasmesso ai Comuni, senza la necessità di allegare il certificato in forma cartacea.
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15/12/2009 Rivoluzione nel fotovoltaico: nasce in Italia la tecnica per la “trasformazione” degli elementi troppo costosi
La sofisticata tecnologia è stata messa a punto dai ricercatori della Dichroic Cell in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e CNR–INFM

‘Trasformare’ un elemento fotovoltaico in un altro, per ottimizzare le sempre più rare e preziose materie prime disponibili, ma anche per snellire tempi e costi di produzione. Quello che fino a ieri era un ambizioso progetto scientifico, oggi è una realtà grazie alla rivoluzionaria tecnica messa a punto dalla Dichroic Cell in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e CNR-INFM (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia).
Gli elementi alla base delle celle fotovoltaiche sono Silicio, Arseniuro di Gallio (GaAs), Fosfuro di Indio e Gallio (InGaP), ma soprattutto Germanio (Ge). Tutti rari e costosi, soprattutto il Germanio.
Per aggirare questo ostacolo, la Dichroic Cell ha iniziato a sviluppare una metodologia del tutto innovativa, che mira a convertire un elemento costoso e raro come il Germanio in un altro elemento, il Silicio, più reperibile e meno dispendioso. Il procedimento si basa sull’utilizzo di un macchinario ultratecnologico, il reattore L.E.P.E.C.V.D. (Low Energy Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition), che lavora come una sorta di forno in grado di depositare il Germanio sul Silicio e di consentire appunto la ‘trasformazione’ di un elemento nell’altro.
In base alle previsioni formulate, attraverso questa sofisticatissima tecnologia è possibile abbattere il costo del substrato delle celle fotovoltaiche di oltre il 60%. Una riduzione dei costi che diventa del 30% quando si prendono in esame le celle fotovoltaiche più costose, con substrato in puro Germanio.
Quella impiegata dal gruppo di ricercatori è una tecnologia davvero sofisticata, il cui sfruttamento commerciale ha preso avvio in ambito aerospaziale negli anni ’90 per applicazioni esclusivamente orientate a tale settore.
La grande intuizione della Dichroic Cell e del gruppo di ricerca pubblico-privato è stata quella di trasferire dall’ambito aerospaziale a quello terrestre una metodologia altamente sofisticata e dai costi proibitivi, riuscendo a renderla applicabile ad un’economia per uso terrestre su scala industriale. Gli straordinari risultati di questa ricerca sono stati tenuti secretati fino ad oggi, e finalmente dallo scorso settembre Dichroic Cell ha iniziato a produrre e a vendere i primi Substrati Virtuali, risultato di una tecnologia che ha quindi disponibilità di materiali, costi ed efficienze per soddisfare sino al 10% del fabbisogno energetico nazionale.
“Coraggiosi imprenditori, soprattutto veneti, hanno investito negli studi e nella ricerca applicata dell’Università di Ferrara - spiega Federico Allamprese Manes Rossi, Amministratore Unico della Dichroic Cell S.r.l. – I laboratori messi a disposizione da CNR-INFM hanno portato alla realizzazione di una tecnologia strategica e all’avanguardia, valida non solo per il settore fotovoltaico, ma anche per quello aerospaziale e dell’automotive. La lungimiranza dello scorso e dell’attuale governo sta consentendo di portare all’industrializzazione questa iniziativa, patrimonio esclusivo della nostra nazione”.
La tecnica, del tutto rivoluzionaria e messa a punto per la prima volta in Italia, consente realmente al team di scienziati di guidare l’innovazione tecnologica del fotovoltaico nel nostro Paese e nel Mondo.
Come afferma Patrizio Bianchi, economista industriale e Rettore dell’Università di Ferrara, “questa rivoluzionaria scoperta, messa a punto con la collaborazione del nostro Dipartimento di Fisica, conferma come la nostra sia davvero un’Università di ricerca e come, in questo ambito, svolgiamo una funzione di sperimentazione e traino dell’intero sistema nazionale. Abbiamo lavorato intensamente sulla ricaduta industriale della nostra ricerca e sulla creazione d’impresa”.
Altra voce autorevole dell’Università di Ferrara è quella del Prof. Giuliano Martinelli, Direttore del Dipartimento di Fisica e coordinatore scientifico del gruppo di ricercatori. “Ritengo - osserva il Prof. Martinelli - che l’investimento fatto da Dichroic Cell in questa innovativa ricerca sia stato davvero lungimirante. Ora mi auguro che gli Enti di riferimento mostrino, non solo nelle proclamate intenzioni, ma anche nei fatti, la stessa lungimiranza. In primis, promuovendo l’accesso al ‘Conto energia’ anche per i sistemi a concentrazione, ritenuti particolarmente idonei per la produzione di energia su larga scala. Questo potrebbe cancellare o limitare le perplessità di istituti finanziari e altri potenziali investitori, per ora restii a riversare le proprie risorse in una tecnologia che, non avendo accesso all’incentivo, di fatto soffre di carenza di mercato. Solo così i risultati della ricerca potranno rapidamente trasferirsi in una realtà industriale in grado di apportare un importante contributo al nostro fabbisogno energetico, fornendo un prodotto di alto valore commerciale per la nostra esportazione, in particolare nel bacino del mediterraneo”.
Attualmente, tra tutti i dispositivi fotovoltaici presenti sul mercato, le celle solari basate su composti con substrato in Germanio hanno mostrato la più alta efficienza di conversione. Celle solari multigiunzione basate su questi materiali hanno ormai raggiunto efficienze record di conversione di oltre il 39% , mentre nell’immediato futuro è prevedibile che vengano raggiunte efficienze superiori al 40%.
“Energie rinnovabili ed efficienti, oltre che alla portata di tutti: con questo obiettivo il Consiglio Nazionale delle Ricerche si cimenta da anni” - tiene a sottolineare il Presidente del CNR, Prof. Luciano Maiani - “Ogni progresso in tal senso costituisce dunque un passo in avanti verso un traguardo tanto ambizioso quanto strategico per il Paese. La scoperta di una tecnica in grado di ottenere una maggiore efficienza delle celle fotovoltaiche, risparmiando sui materiali, rappresenta in tal senso un successo di cui i ricercatori del CNR-INFM, in collaborazione con quelli dell’Università degli Studi di Ferrara e della Dichroic Cell, possono andare orgogliosi. In più, la sinergia tra impresa, Università ed Ente pubblico rimarca ancora una volta l’importanza strategica del dialogo tra pubblico e privato, per il benessere e la ricchezza dell’Italia. Oltre che per il progresso e il futuro della ricerca”.

Roma, 15 dicembre 2009

La scheda:
Chi: Dichroic Cell, Università degli Studi di Ferrara e Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia - CNR-INFM
Che cosa: messa a punto una nuova tecnica per ‘trasformare’ un elemento fotovoltaico in un altro
Per informazioni:
Dott.ssa Damiana Schirru, Ufficio Stampa Dichroic cell S.r.l.; e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Dott. Andrea Maggi, Resp. Com. Università di Ferrara, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Dr. Guido Schwarz, Portavoce del Presidente del CNR, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.